http://www.youtube.com/watch?v=cqb50CdgMiw&feature=relmfu
for the english speakers. everybody needs to hear it :)
Sopra di te.
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giovedì 12 gennaio 2012
mercoledì 11 gennaio 2012
Compulsione di stasera: quando serve serve.
Invece ecco come stanno le cose.
- non sara' l'ansia a fare andare bene le cose.
- l'ansia anticipatoria porta solo energie negative, quindi non puo' che far pensare alla legge dell'attrazione:devo concentrarmi sulle cose positive.
- stare male non mi serve ad altro che a stare peggio.
- è inutile fasciarsi la testa prima di rompersela.
- se dormo esce qualcosa fuori in forma di sogno.
- tutti stanno male di tanto in tanto, specialmente nei periodi di stress, non ho scusanti in quanto io. Devo sforzarmi di stare bene come tutti.
- Vado a letto pensando a cose bellissime, vado a letto pensando a te e sognero' pensando a me.
- non sara' l'ansia a fare andare bene le cose.
- l'ansia anticipatoria porta solo energie negative, quindi non puo' che far pensare alla legge dell'attrazione:devo concentrarmi sulle cose positive.
- stare male non mi serve ad altro che a stare peggio.
- è inutile fasciarsi la testa prima di rompersela.
- se dormo esce qualcosa fuori in forma di sogno.
- tutti stanno male di tanto in tanto, specialmente nei periodi di stress, non ho scusanti in quanto io. Devo sforzarmi di stare bene come tutti.
- Vado a letto pensando a cose bellissime, vado a letto pensando a te e sognero' pensando a me.
Riflessione sulla coscenza dello star male
Non c'è niente da dire. Tranne che le parole mi escono dalla bocca senza che io lo voglia, eppure non c'è niente da dire.
Fisso un punto e respiro piano, piano mi accarezzavi fino a poco tempo fa, forte è il dolore che ho dentro. A volte mi chiedo se mai riuscirò a vedere le cose con semplicità, ad accettare quello che sono diventata e l'essere coscente dei propri limiti, riusciro' mai ad attuare quello che dico agli altri su me stessa? Se non capissi sarei giustificata, se fossi arrabbiata, anche. Ma capendo e rendendomi conto non faccio che peggiorare la situazione, forse è per questo che prima bevevo cosi' tanto e mi imbottivo di sedativi? Per sfuggire alla realta', per vivere in completa depersonalizzazione e ricordarsi cosi' poco a distanza di anni.
Eppure mi divertivo, ridevo, ma come facevo? Cosa c'è da ridere nella propria disperazione? Cosa c'è nell'autocommiserarsi nella propria impulsività.
La paura può davvero avvolgerti. Cosi' tanto da "ghiacciarsi" e rimanere soltanto a guardare i propri errori, le proprie ansie e farsi portare via dalle proprie angosce.
A che pro?
Se una persona è conscia, perchè non riesce a liberarsi, col tempo, delle proprie ansie anticipatorie e del proprio senso di colpa? Almeno adesso non mi distruggo dal dolore, non piu'.Non ho piu' le forze di fare neanche quello. La rabbia ha lasciato il posto alla paura e alla depressione.
A volte tutto scompare e sento solo il nulla.
Non mi concentro, come ci si fa a concentrare nel nulla? Il nulla ti avvolge come la paura, è peggio dell'ansia, ma sembra piu' facile da superare. Eppure scelgo il nulla, perchè all'apparenza fa soffrire di meno.
Vorrei solo sapere che ci sara' una fine a tutto cio', che un giorno riusciro' a tollerare lo stress meglio di adesso, eppure so che non ha senso, vorrei aver gia' raggiunto la gerotrascendenza...se mai la raggiungero'. Ho 26 anni e me ne sento troppi di piu' o troppo di meno.
Le cifre mi assillano, non ne voglio vedere mai più...sono ovunque e mi sotterrano...no, non ho le allucinazioni, le vedo nei miei pensieri mi prendono tutto il campo visivo interno. Vado avanti per forza d'inerzia, ma so che ho fatto il passo piu' lungo della gamba
Fisso un punto e respiro piano, piano mi accarezzavi fino a poco tempo fa, forte è il dolore che ho dentro. A volte mi chiedo se mai riuscirò a vedere le cose con semplicità, ad accettare quello che sono diventata e l'essere coscente dei propri limiti, riusciro' mai ad attuare quello che dico agli altri su me stessa? Se non capissi sarei giustificata, se fossi arrabbiata, anche. Ma capendo e rendendomi conto non faccio che peggiorare la situazione, forse è per questo che prima bevevo cosi' tanto e mi imbottivo di sedativi? Per sfuggire alla realta', per vivere in completa depersonalizzazione e ricordarsi cosi' poco a distanza di anni.
Eppure mi divertivo, ridevo, ma come facevo? Cosa c'è da ridere nella propria disperazione? Cosa c'è nell'autocommiserarsi nella propria impulsività.
La paura può davvero avvolgerti. Cosi' tanto da "ghiacciarsi" e rimanere soltanto a guardare i propri errori, le proprie ansie e farsi portare via dalle proprie angosce.
A che pro?
Se una persona è conscia, perchè non riesce a liberarsi, col tempo, delle proprie ansie anticipatorie e del proprio senso di colpa? Almeno adesso non mi distruggo dal dolore, non piu'.Non ho piu' le forze di fare neanche quello. La rabbia ha lasciato il posto alla paura e alla depressione.
A volte tutto scompare e sento solo il nulla.
Non mi concentro, come ci si fa a concentrare nel nulla? Il nulla ti avvolge come la paura, è peggio dell'ansia, ma sembra piu' facile da superare. Eppure scelgo il nulla, perchè all'apparenza fa soffrire di meno.
Vorrei solo sapere che ci sara' una fine a tutto cio', che un giorno riusciro' a tollerare lo stress meglio di adesso, eppure so che non ha senso, vorrei aver gia' raggiunto la gerotrascendenza...se mai la raggiungero'. Ho 26 anni e me ne sento troppi di piu' o troppo di meno.
Le cifre mi assillano, non ne voglio vedere mai più...sono ovunque e mi sotterrano...no, non ho le allucinazioni, le vedo nei miei pensieri mi prendono tutto il campo visivo interno. Vado avanti per forza d'inerzia, ma so che ho fatto il passo piu' lungo della gamba
domenica 27 novembre 2011
Il Concetto di Normalità, ovvero un costrutto psicologico
Nel DSM III persino gli omosessuali erano considerati disturbati, adesso la cosa fa sorridere la maggior parte delle persone. Cio' che non si conosce, ci spaventa, mi dicevano alle elementari. Percio' sono cresciuta con la voglia di conoscere tutto (tranne la matematica, purtroppo).
Adesso gli omosessuali non sono considerati piu' disturbati dagli psichiatri, perché giustamente si sono incazzati. Mi chiedo se le persone con dei cosidetti "disturbi della personalità" si incazzeranno mai per il torto a loro fatto.
Mi chiedo se gente che ha vissuto le stesse torture che ho vissuto io, non riesca a diventare consapevole delle ingiustizie che avvengono in certi ambienti psichiatrici, mi chiedo se non sia un fattore comune che il distaccarsi da una diagnosi (oltre che da un ambiente negativo, che secondo me è ESSENZIALE per stare meglio), non porti anche al distaccarsi dagli schemi mentali che ci fanno soffrire.
All'universita' ci viene spesso mostrata la curva di Gauss:
Qui credo si tratti dei punti dell test IQ, ma non ho voglia di parlarne in questo momento. Comunque tutto cio' che esce dalla zona blu, è considerato anormale.
Chi è l'uomo psichiatra (o psicologo, spesso) per decidere, seppure tramite osservazioni, cosa sia anormale e cosa non lo sia?
Se leggiamo le descrizioni dei diversi disturbi della personalità, a parte farci due risate, possiamo notare come l'avere 5 dei 9 (o anche 3 dei 9) sintomi, non descrive assolutamente la personalità intera di una persona, e sopratutto non descrive il suo stato mentale, cio' significherebbe ridurre l'uomo a una macchina.
A me per esempio stanno "antipatici" quelli con una personalità autoritaria. Ovvero coloro che fanno tanti punti con le seguenti scale :
La Scala A-S (Scala di antisemitismo)
La Scala E (Scala dell'etnocentrismo)
La Scala PEC (Scala del conservatorismo politico-economico)
La Scala F (Scala di fascismo potenziale)
Credo che Adorno ai tempi ci abbia provato a creare un disturbo della personalità, ma dato che le sue ricerche erano degli anni 30-50 e che si esprimesse in termini psicoanalitici durante il periodo behaviorista, non lo ha aiutato a fare di una persona ripugnante, un individuo mentalmente disturbato. Anche perché chi ci comanda come burattini, a mio parere, ha ben bisogno di individui del genere, mentre Istrionici, narcisisti, borderline e compagnia bella, servono solo a vendere gli psicofarmaci, prima li eliminiamo e meglio è. Sono inutili, poco produttivi, e sono anche dei gran rompicoglioni!Basta sapere che gli psichiatri odiano lavorare con pazienti del cluster B, che se le vanno anche a cercare le cure, in genere vengono sempre indirizzati ad altri. Insomma non li vuole nessuno.
Come ho letto a giro, spero che i ridicoli cambiamenti al DSM V che uscira' nel 2013, facciano perdere interesse nel comprarlo, ma sopratutto nell'usarlo.
Rispondo ai 9 criteri del borderline, risultai positiva all' MPPI, e allora? Cosa significa se non che ho risposto sinceramente, e magari piu' estremamente di altri? La psicologia sa bene che ognuno risponde ai questionari in un altra maniera. Ci sono persino quelli che rispondono a tutto "neutralmente" e quelli che rispondono presi dal fervore.
Se al momento, che puo' durare anche 1 anno o piu', sono ragazzina, infervorita, focosa e sopratutto incazzata, è chiaro che risponderò piu facilmente alla domanda "hai paura di essere abbandonata?" con un SEMPRE che con un si.
Siamo tutti strani, pochi rientrano nella curva di Gauss, e sono anche un po' noiosi.
Se chi sta leggendo sta male, spero si renda conto che non è colpa sua.Ne' della serotonina, ne' del disturbo della personalità, ne' di babbo natale.
Accettate i vostri limiti, e le vostre reazioni diventeranno meno esuberanti, i vostri sentimenti faranno meno male, e le vostre reazioni saranno meno eclatanti.
E sopratutto: levatevi dalle scatole e lasciate gli imbroglioni senza lavoro.
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